Ventura promuove l’Under: “Creato lo zoccolo duro per l’Italia dei prossimi dieci anni”

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Nell’Under 21 che ha battuto la Danimarca 2-0, iniziando nel migliore dei modi l’avventura europea, c’era anche una bella fetta di Nazionale. Diversi Azzurrini scesi in campo ieri sera, infatti, hanno esordito quest’anno nell’Italia dei grandi, secondo un progetto avviato da Gian Piero Ventura che coinvolge un ricambio generazionale. I primi complimenti alla squadra di Di Biagio sono arrivati proprio dal ct azzurro, presente al Cracovia Stadium: “Questa Under ha grandissime potenzialità – sottolinea Ventura ai microfoni di “Radio Anch'io Sport” –e ha vinto meritatamente, anche se nel primo tempo c’è stata un po’ di tensione, ma a volte la troppa voglia può rallentare. E' fondamentale vincere la prima gara in tornei del genere; secondo me ci sono tutti i presupposti per fare qualcosa di buono, è un girone alla portata dell'Italia e lo è tutto il torneo. Si deve crescere, ma è un gruppo unito, con la grande voglia di essere protagonista.Quello che si è visto ieri è solo una piccola parte di quello che questa squadra farà vedere in futuro. Ho dato a Di Biagio tutti i giocatori che ha chiesto, perché l’obiettivo della FIGC è di essere competitivi: in questa squadra ci sono almeno sei giocatori che hanno già debuttato nella Nazionale A, c’è la convinzione da parte di tutti noi di arrivare fino in fondo”.

Tra gli osservati speciali di Ventura c’è uno dei “gioielli” di questa Under, Domenico Berardi, che il ct ha inserito nella squadra che il 31 maggio scorso ha affrontato in amichevole San Marino. “Diciamo che Berardi – spiega Ventura – è migliorato di stage in stage soprattutto nella serenità. Le sue qualità non si discutono, deve solo trovare consapevolezza nei propri mezzi. Si è realizzato a Sassuolo che non è una grandissima piazza, che non lotta per lo scudetto o per andare in Champions e lui invece deve fare questa esperienza dal punto di vista caratteriale, della mentalità. Una volta che supererà questo step, diventerà un giocatore dalle qualità enormi”.

Dall’Under 21 alla Nazionale, che tornerà in campo il 2 settembre per una sfida delicatissima in casa della Spagna. “Da una parte c'è l'obbligo di andare al Mondiale o di tentare di andarci – ammette il ct azzurro – per la prima volta l'Italia non è testa di serie e per la prima volta se ne qualifica una sola, e poi abbiamo la Spagna nel girone. Finora i punti sono gli stessi, ci sono solo 4 gol di differenza a vantaggio loro: non ci è precluso di andarcela a giocare in Spagna ed eventualmente negli spareggi. Ma il dato più importante è che questo ricambio generazionale ha creato i presuppostiperchè nell'Europeo successivo l'Italia sia fra le favorite se non la favorita. Nel giro di 2-3 anni avremo come giocatore più anziano, a parte eventualmente Bonucci, Immobile che avrà 26 anni, gli altri saranno sotto i 25. Stiamo creando lo zoccolo duro per la Nazionale dei prossimi dieci anni. Abbiamo dato un segnale per il futuro, abbiamo dato il senso di appartenenza”.

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