Storia
Storia

La Nazionale di calcio italiana cominciò la propria storia all'Arena civica di Milano il 15 maggio 1910.
La partita, organizzata contro la selezione francese, vide l’Italia imporsi sui transalpini con un secco 6 a 2 (Fossati, Debernardi, Rizzi e tripletta di Lana). Dirigeva l'incontro un arbitro inglese, il signor Goodley.
Ancora ai primordi del calcio, la Federazione non navigava nell'oro, tanto che ai giocatori furono fatte indossare delle magliette bianche per risparmiare i 7 centesimi di Lira in più che servivano a comprare una casacca colorata.
La Nazionale stava muovendo i primi passi, talvolta stentati, come avvenne il 26 maggio dello stesso anno, quando alla seconda uscita, gli Azzurri si trovarono davanti i maestri dell'Ungheria; maestri poiché, in quegli anni, il baricentro del calcio continentale ruotava attorno al Danubio, e le selezioni più forti erano appunto quella magiara e quella austriaca. A Budapest finì con una secca sconfitta per 6 a 1 (rete italiana di Rizzi). Nell’occasione si pagava anche lo scotto di non aver potuto schierare i giocatori della Pro Vercelli - squadra di vertice di quegli anni – che non avevano potuto prendere parte neanche alla partita contro la Francia, a causa di una squalifica rimediata in campionato .
La rivincita disputata a Milano fu meno traumatica. L'Italia, che questa volta schierava 5 pro-vercellesi, perse di misura per 1 a 0. Fu quella la prima volta in cui la Nazionale si presentò in campo con una divisa azzurra, il colore della casa regnante dei Savoia.
Dopo la pausa imposta dalla prima guerra mondiale, la Nazionale si mise in luce rimediando un terzo posto alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928. Ma il vero salto di qualità lo fece l'11 marzo 1930, quando in palio c’era la coppa "Internazionale" (anche se sarebbe più giusto chiamarla “Europea”, considerato che veniva disputata tra le rappresentative di Austria, Svizzera, Cecoslovacchia, Ungheria e Italia).
La partita decisiva si giocò a Budapest contro i fortissimi Ungheresi: gli Azzurri li travolsero con un secco 5 a 0 (Magnozzi, Costantino e tripletta di Meazza) e portarono a casa il trofeo. Meno di un anno dopo, il 22 febbraio 1931, l’Italia ottenne anche la prima vittoria contro l'Austria.
Sotto questi buoni auspici arrivarono i Mondiali del 1934 giocati in casa. La Nazionale superò in successione USA, Spagna e Austria, per arrivare alla finale contro la Cecoslovacchia. Al gol di Puc seguì la rimonta italiana con Orsi e Schiavio: l’Italia vinse la sua prima coppa del mondo.
Gli anni ’30, furono anni densi di soddisfazioni per i nostri colori: nel 1935 vennero vinte la terza edizione della coppa "internazionale" e, l'anno successivo, le Olimpiadi di Berlino.
Nel 1938 i Mondiali si giocarono in Francia. Dopo avere battuto la Norvegia, i padroni di casa francesi e il Brasile, gli Azzurri affrontarono in finale l'Ungheria, che liquidarono per 4 a 2 (doppiette di Colaussi e Piola). Fu l'ultimo trionfo prima della seconda guerra mondiale.
L’Italia tornò di nuovo in campo nel novembre del ’45, in occasione di un'amichevole contro la Svizzera che finì in parità. Purtroppo una nuova tragedia si stava profilando all'orizzonte: il 4 maggio 1949 la quasi totalità dei membri della squadra del Torino, virtuale campione d'Italia, morì in un incidente aereo sulla collina di Superga. Il disastro ebbe conseguenze dirette e pesantissime anche sulla Nazionale, che solo poco tempo prima era arrivata a schierare 10 giocatori granata su 11 titolari.
Con tali premesse non stupì il risultato ai Mondiali di Brasile nel 1950, dove la nostra selezione venne eliminata dalla Svezia al primo turno.
Non andò meglio nelle edizioni successive. Nel 1954 in Svizzera gli Azzurri furono sconfitti dai padroni di casa già nella prima fase; ai Mondiali del 1958, in Svezia, l'Italia non partecipò neppure, in quanto non era riuscita a qualificarsi; mentre disputò i Mondiali cileni nel 1962 in un clima avvelenato, tra un pubblico ostile: la Nazionale venne eliminata proprio nella partita contro i padroni di casa, entrata negli annali con l'appropriato nome di "battaglia di Santiago" a causa del gioco duro.
I Mondiali del 1966 si disputarono in Inghilterra, ma sulla nostra strada si pose uno sconosciuto giocatore nord-coreano, tale Pak Doo Ik, che infilando la porta di Albertosi ci sbarrò l'accesso ai quarti.
Nel 1968 conquistammo il titolo europeo, battendo in una doppia finale la Jugoslavia, e inducendo buone speranze per i Campionati del mondo del 1970.
In Messico la Nazionale sconfisse la Svezia, pareggiò con Uruguay e Israele, e, ai quarti, rifilò un perentorio 4 a 1 alla selezione messicana.
La semifinale con la Germania Ovest passò alla storia come uno dei match più entusiasmanti del secolo, tanto da meritarsi l'appellativo di "Partita del secolo". L’Italia si impose per 4 a 3 (Boninsegna, Burgnich, Riva e Rivera), dopo un continuo batti e ribatti terminato ai tempi supplementari.
In finale gli Azzurri dovettero vedersela con la corazzata Brasile di Pelè, che ci inflisse un pesante 4 a 1 (gol della bandiera di Boninsegna).
Il 1973 può a buon diritto essere definito un anno memorabile: il 14 giugno a Torino per la prima volta nella sua storia, l’Italia sconfisse l’Inghilterra (2 a 0, marcatori Anastasi e Capello), bissando il successo cinque mesi dopo allo stadio di Wembley (1 a 0, gol di Capello).
Si giunse così ai Mondiale di Germania nel 1977, dove gli Azzurri vinsero contro Haiti, pareggiarono a reti inviolate contro l'Argentina, furono sconfitti dalla Polonia, e conseguentemente eliminati.
Non molto differente, nonostante il buon inizio, fu la competizione del 1978 in Argentina. L’Italia vinse il primo girone eliminatorio, imponendosi contro Francia, Ungheria e Argentina, e si classificò seconda nel raggruppamento successivo, superando l'Austria, pareggiando con la Germania Ovest, e perdendo con l'Olanda, che guadagnò così il primo posto del gruppo, e sì avviò alla finale contro l'Argentina.
Il 1980 si aprì con lo scandalo calcio-scommesse che vedeva coinvolti anche alcuni giocatori della Nazionale. Le conseguenti squalifiche privarono l'11 azzurro di uomini importanti quali Bruno Giordano e Paolo Rossi, assenze che si fecero sentire agli Europei, vinti dalla Germania Ovest.
Il dodicesimo campionato del Mondo si giocò in Spagna nel 1982. La Nazionale passò, non senza qualche affanno, la prima fase a gironi, pareggiando con Polonia, Perù e Camerun. Poi si qualificò come prima nel secondo raggruppamento, vincendo con Argentina e Brasile, ed eliminò in semifinale la Polonia, arrivando a giocarsi la partitissima contro i Tedeschi della Germania Ovest, su cui si impose per 3 a 1 (Rossi, Tardelli, Altobelli). L'Italia aveva vinto il suo terzo titolo mondiale.
La Nazionale non si qualificò agli Europei del 1984. Ai Mondiali di Messico ’86, l’Italia pareggiò con la Bulgaria e con l’Argentina di Maradona, vincendo con la Corea del Sud, e passando il girone eliminatorio. La marcia azzurra si arrestò però agli ottavi, per mano della Francia di Platini.
Un risultato migliore fu conseguito nel 1988, ai campionati d’Europa: gli Azzurri arrivarono fino alla semifinale , dove si arresero all’URSS.
Ai Mondiali del 1990, disputatisi nel nostro paese, la Nazionale sbaragliò in successione Austria, USA, Cecoslovacchia, Uruguay e Irlanda, ma alla fine cedette le armi di fronte all’Argentina, ai calci di rigore. L’Italia dovette accontentarsi di un terzo posto, guadagnato a spese dell’Inghilterra.
Il campionato del mondo del 1994 si tenne negli USA, dopo che gli Azzurri avevano fallito la qualificazione a Euro 1992 in Svezia. L’avventura statunitense iniziò con un brutto passo falso: nella prima partita l’Italia venne sconfitta dall’Irlanda. Per passare il turno, grazie al ripescaggio, gli uomini di Arrigo Sacchi dovettero sconfiggere la Norvegia, in inferiorità numerica, e pareggiare contro il Messico. Dagli ottavi in poi, vennero eliminate, in successione, Nigeria, Spagna e Bulgaria. La finale, contro il Brasile, si disputò a Pasadena il 17 luglio. Il verdetto venne deciso ai rigori, dove perdemmo per 3 a 2.
Amaro fu anche l’Europeo d’Inghilterra del ’96, dove l’Italia venne eliminata al primo turno.
Nel 1998 i Mondiali furono disputati in Francia: all’Italia capitò un girone con Austria, Cile e Camerun. Gli Azzurri pareggiarono contro i Cileni e vinsero gli altri due incontri, guadagnandosi il passaggio agli ottavi contro la Norvegia. Liquidati gli Scandinavi, la Nazionale si trovò di fronte i padroni di casa della Francia che si imposero grazie alla roulette dei calci di rigore.
Agli Europei del 2000, fu ancora sfida con i cugini francesi; e anche questa volta la sorte non sorrise ai nostri uomini che, nella finale di Rotterdam, vennero sconfitti ai tempi supplementari dal “Golden Gol” di David Trezeguet.
Ad organizzare i mondiali del 2002 furono insieme Giappone e Corea del Sud. L’Italia dopo aver affrontato Ecuador, Croazia e Messico venne eliminata agli ottavi dai Sud-coreani, in una partita pressoché decisa del sospetto operato dall’arbitro ecuadoriano Byron Moreno.
Deludenti furono anche gli Europei del 2004, in cui gli Azzurri non riuscirono ad andare oltre il girone eliminatorio.
La stagione 2005/2006 si concluse con lo scandalo passato alla storia con il nome di “Calciopoli”, scoppiato proprio prima della partenza degli Azzurri verso la Germania, sede del diciottesimo campionato del Mondo. L’Italia si classificò prima nel suo girone, sconfiggendo il Ghana e la Repubblica Ceca, e pareggiando con gli USA. Eliminate Australia, Ucraina e Germania, il 9 luglio a Berlino gli Azzurri si trovarono ancora una volta a contendere la vittoria finale ai Francesi, questa volta con esiti differenti. Al vantaggio dei “Galletti”, ottenuto grazie a un “cucchiaio” su rigore di Zidane, rispose, poco dopo, una stoccata di testa di Materazzi. Nei tempi supplementari la partita venne condizionata proprio dall’espulsione di “Zizou”, capitano francese, reo di avere inflitto una plateale testata a Materazzi. Ancora una volta le due squadre finirono ai calci di rigore. Questa volta però la sorte ci fu amica, e i Transalpini vennero sconfitti.
Gli undici metri ci furono invece fatali nella semifinale degli ultimi Campionati Europei, quelli del 2008, organizzati da Austria e Svizzera: l’Italia fu eliminata dalla Spagna, dopo una combattuta gara finita a reti bianche.
Nell’edizione della Coppa del Mondo 2010, disputatasi in Sudafrica, la nostra Nazionale non ha superato il raggruppamento iniziale, ed è stata eliminata al primo turno dopo avere conquistato due soli punti (pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda, e sconfitta nella gara decisiva contro la Slovacchia).
Dopo la delusione del Mondiale, la panchina azzurra è stata affidata all’attuale commissario tecnico Cesare Prandelli.




