Crazy For Football’ candidato al David di Donatello: “Un’emozione indossare la maglia azzurra”

Crazy For Football’ candidato al David di Donatello: “Un’emozione ind

Dal Mondiale in Giappone al David di Donatello: prosegue l’avventura di ‘Crazy for Football’, il docufilm del regista Volfango De Biasi promosso dalla FIGC in uscita in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane e tra i 5 documentari candidati al David di Donatello, la cui cerimonia di premiazione avrà luogo lunedì 27 marzo a Roma.

Prodotto da SkyDancers con Rai Cinema in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà e con il patrocinio della Federcalcio, ‘Crazy for Football’ è stato presentato ieri alla presenza del cast al completo al cinema Lux di Roma, raccogliendo il lungo e caloroso applauso del pubblico presente in sala. I 75 minuti del film riassumono le 170 ore di girato, un lavoro meticoloso in fase di montaggio che fa emergere con leggerezza le storie di vita di 12 ragazzi che nel 2016 hanno partecipato ad Osaka al Mondiale di Calcio a Cinque per pazienti psichiatrici.

Un torneo chiuso al terzo posto, prima tappa di un lungo percorso che nel 2018 vedrà l’Italia ospitare il Mondiale. Ma al di là del risultato sportivo, il viaggio in Giappone ha offerto lo spunto per raccontare le storie dei protagonisti, alle prese con gli schemi e i consigli dell’allenatore Enrico Zanchini (“state attaccati al vostro avversario come una cozza allo scoglio”) e messi a dura prova dalle interminabili sedute di allenamento curate da un ex campione di pugilato come Vincenzo Cantatore, per l’occasione nei panni di preparatore atletico.

“Se un anno fa mi avessero detto che saremmo stati candidati al David di Donatello mi sarei fatto una bella risata – dichiara il tecnico della squadra Enrico Zanchini – adesso mi sa che dovrò trovarmi uno smoking”. L’allenatore ripercorre poi alcuni dei momenti più emozionanti del Mondiale: “Quando a Osaka i ragazzi hanno ricevuto dalla FIGC le divise ufficiali della Nazionale hanno avuto forse per la prima volta piena consapevolezza di cosa stavamo andando a fare. Si sono sentiti riconosciuti come squadra. Il Mondiale è stato un premio per il percorso atletico e di apprendimento tecnico/tattico che hanno fatto, partivano più o meno da zero. Per me questi ragazzi sono degli eroi, non so in quanti avrebbero trovato il coraggio come hanno fatto loro di mettersi totalmente in discussione”.

Otto anni dopo il successo degli Azzurri di Marcello Lippi al Mondiale 2006, anche la Nazionale dei pazienti psichiatrici ha trovato in Giappone il suo uomo della provvidenza: “Ho sempre accostato uno dei nostri giocatori, Silvio Tolu, a Fabio Grosso. E come Grosso è toccato a lui realizzare il gol decisivo per il terzo posto, una rete segnata su uno schema da calcio d’angolo che avevo provato circa duecento volte senza alcun risultato”.

Dopo il David di Donatello, il sogno di ‘Crazy for Football’ proseguirà nel 2018 con il Mondiale che l’Italia giocherà in casa: “Sono molto felice che la Federazione sia al nostro fianco – sottolinea Zanchini – e spero continuerà a starci vicina. E se in futuro poi i ragazzi riuscissero ad incontrare i giocatori della Nazionale di Ventura sarebbe davvero magnifico”.

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