(Esclusiva) Intervista a Lisa Boattin, Capitano dell’U17 Femminile 3° al Mondiale

(Esclusiva) Intervista a Lisa Boattin, Capitano dell’U17 Femminile 3

Dai 13.000 abitanti di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, ai 35.000 spettatori dello stadio nazionale di San José in Costa Rica. E’ la fiabesca avventura di Lisa Boattin, Capitano dell’Under 17 Femminile arrivata terza ai Mondiali di Costa Rica 2014: un traguardo mai raggiunto prima da una nazionale giovanile italiana.
Vivoazzurro.it ha intervistato la neo-calciatrice del Brescia, campione d’Italia, a poco più di tre mesi dalla fine della memorabile Coppa del Mondo costaricana.

A cosa pensi quando torni con la mente al Mondiale in Costa Rica?
Penso alla vittoria con il Venezuela nella finale per il 3° posto… fu una partita pazzesca, 4-4 dopo i supplementari e poi il successo ai rigori grazie alle parate di Francesca Durante… Penso al successo contro la Costa Rica, in casa loro, davanti a 35.000 persone, un’emozione unica.

Un’immagine celebre di quel torneo fu la tua stretta di mano al presiedete della FIFA Joseph Blatter, prima della gara con il Venezuela…
Ero un po’ emozionata. Anche perché non mi aspettavo che mi parlasse in italiano… mi ha detto “Ciao come stai?”… e non sapevo cosa dirgli. Quindi gli ho risposto semplicemente “Bene, grazie”. E’ avvenuto prima della finale, ero già agitata di mio e mi sono emozionata.

Lisa Boattin e il Presidente della FIFA Jospeh Blatter

Lisa Boattin e il Presidente della FIFA Jospeh Blatter

Come sei stata accolta dagli abitanti di San Stino di Livenza al ritorno dal Mondiale?
Mi hanno organizzato una festa a sorpresa. Mia madre mi disse che il Sindaco voleva vedermi per farmi i complimenti e scattare alcune foto… invece sono stata accolta da un migliaio di persone: amici, parenti ed ex-compagni di squadra con un grande striscione con scritto “Grazie Elisa”.

Come è nata in te la passione per il calcio?
Mio fratello giocava a calcio, e io sin da piccolina giocavo con lui. A sei anni chiesi a mia madre di iscrivermi alla squadra del paese, ma lei non era molto per la quale. Così provai con la ginnastica artistica, ma non mi piaceva. Quindi mia madre mi iscrisse a calcio, convinta che avrei smesso dopo poco. Invece non fu così… Giocai al San Stino fino a quattordici anni, diventando il capitano della squadra.

Il San Stino non aveva una squadra femminile…
No, io giocavo con i maschi. Mi divertivo di più e, agonisticamente, non si vedeva la differenza. E questa esperienza mia ha aiutato molto a crescere calcisticamente, perché mi sono abituata a giocare contro avversari più forti fisicamente e veloci. Di fatto, mi trovai un po’ smarrita quando a 14 anni dovetti trasferirmi in una squadra femminile, non solo perché era più facile giocare, ma anche perché al San Stino ero abituata a giocare con i ragazzi del mio paese, i miei amici di sempre.

Dopo che hai lasciato il San Stino, cos’è successo?
Ho fatto un anno tra gli esordienti del Venezia, poi sono stata chiamata subito in prima squadra a giocare con donne che avevano il doppio dei miei anni e tanta esperienza in più di me. Non è stato facile.

Dopo il Mondiale sono arrivati il passaggio al Brescia, squadra Campione d’Italia, e la prima chiamata in Nazionale maggiore… a soli 17 anni di età!
Sono stata contentissima, non me lo sarei mai aspettato. Due grandi emozioni, le cose più belle che potevano succedermi, anche a livello di crescita personale.

Com’è invece la Lisa Boattin studentessa?
Eh eh… sono stata promossa! Il calcio mi impegna molto ed è tutto più difficile. Anche quando sono in Nazionale, appena posso cerco di studiare. Ho frequentato il liceo sportivo e ora sto cercando scuola a Brescia. Mi piacerebbe lavorare in ambito sportivo, quindi vorrei iscrivermi all’università, magari a scienze motorie, oppure all’Isef. Mi piacerebbe laurearmi in fisioterapia o aprire una palestra…

Quali sono i tuoi campioni preferiti, sia nel calcio maschile che in quello femminile?
Io sono juventina, quindi dico Del Piero, grande giocatore e persona. Un idolo. Tra le calciatrici credo che Melania Gabbiadini sia attualmente la più forte.

Hai mai affrontato sul campo Patrizia Panico?
Sì, è difficile da marcare, perché ha tanta esperienza e sa come puntarti. D’altra parte è una leggenda del calcio italiano.

A quale calciatrice o calciatore ti senti più simile nel modo di giocare?
Al San Stino giocavo sulla fascia sinistra, alla Nedved. Inoltre, portando i capelli biondi un po’ come lui, i miei compagni mi avevano soprannominato “Furia Cieca”… (nel caso di Nedved “Ceca” n.d.r.). Ora che faccio il terzino non saprei…

Da miti calcistici ad altri miti calcistici. Durante il Mondiale avete ricevuto i complimenti del grande Gigi Buffon. Come avete reagito?
Siamo uscite in corridoio per dirlo a tutte… non ce lo saremmo mai aspettato. Lui è un idolo. Per noi è stato importante sapere che anche questi grandi atleti ci stavano seguendo.

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