Nell’ultima notte olandese l’Italia lascia il segno. Battuta la Svezia vice campione olimpico

Nell’ultima notte olandese l’Italia lascia il segno. Battuta la Svezia

Più forte è il rimpianto dell’Italia dopo l’ultima notte olandese. Novanta minuti dove il risultato non conta, e invece è arrivato prepotente, voluto, inseguito fino all’ultimo. Con una splendida vittoria (3-2) contro la Svezia vice campione olimpico, le Azzurre ritrovano quello che avevano regalato alla Russia, l’orgoglio, il carattere, la personalità messe in campo anche contro la Germania, ma che in quel caso non sono bastate. L’Italia lascia il segno con una prestazione di grande livello sotto tutti i punti di vista, arrivata al momento giusto. Nella notte di Melania Gabbiadini, l’azzurra entrata nella Hall of  Fame, che ha scritto una pagina importante del calcio femminile e che ha deciso di lasciare. L’applauso del direttore generale della FIGC Michele Uva presente in tribuna, gli abbracci delle compagne, le lacrime, la vittoria, la doppietta di Sabatino e il gol di Girelli sono tutti per lei.
Nonostante i numerosi infortuni – ai quali si è aggiunto anche quello dell’ultima ora per Cecilia Salvai, costretta al forfait per un risentimento muscolare durante il riscaldamento – e l’eliminazione anticipata dall’Europeo dopo le due sconfitte con Russia e Germania, l’Italia scende in campo con la voglia di vincere per salutare il torneo a testa alta. E questo è il filo conduttore dei novanta minuti giocati contro la Svezia, vice campione olimpico, avversaria scomoda per le azzurre come dicono i numeri degli scontri diretti.
Ma alla vigilia il ct Cabrini è stato chiaro: non si fanno sconti a nessuno. E l’Italia tira fuori unghie e carattere sorprendendo tutti, Svezia compresa. Al 4’ è già in vantaggio: rapida discesa di Guagni, cross all’interno per Sabatino che sfrutta un errore difensivo per firmare l’1-0.
Prese in mano le redini del gioco, le Azzurre conducono le danze fino al 14’ quando l’arbitro indica il dischetto del rigore per un fallo di Di Criscio: dagli undici metri trasforma Schelin. L’Italia non si perde d’animo e al 27’ si propone con una bella giocata di Cernoia per Gabbiadini che finta, ma il pallone finisce fuori. Ancora doppia occasione per le Azzurre al 32’: respinta di Lindahl su Gabbiadini, riprende Sabatino e il portiere stavolta devia in angolo. Il numero uno svedese si esalta al 36’ su un destro di Bonansea, ma un minuto dopo si arrende alla prodezza al volo di Sabatino, che raccoglie una splendida palla tagliata di Tucceri Cimini.
Nella ripresa è la Svezia a partire subito all’attacco. Due minuti e arriva il pareggio in spaccata di Blackstenius. Le ragazze di Pia Sundhage vogliono il primo posto del girone e, forti della superiorità fisica, costringono le Azzurre nella propria metà campo. Al 15’palla gol per le svedesi salvata sulla linea da Stracchi. Un minuto dopo ennesimo infortunio per l’Italia: lascia il campo Tucceri Cimini, entra Giugliano.
Momento di difficoltà per la squadra azzurra che, dopo uno splendido primo tempo, accusa un po’ di stanchezza e subisce il pressing avversario. Sbaglia molto la Svezia che al 33’ colpisce il palo con Blackstenius. Nel frattempo Cabrini opera il secondo cambio con Girelli al posto di Sabatino. Scelta vincente. Al 40’ grande ripartenza azzurra, splendida giocata dell’inarrestabile Bonansea che si conclude con la zampata vincente di Girelli. E’ 3-2 per l’Italia, la Stracchi votata migliore giocatrice del match.

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